Lavorava in corso Vercelli al bar L’angelo azzurro il presunto assassino di Massimo Melis, addetto della Croce verde. La vittima andava a prendere il caffè per incontrare la sua amica Patrizia. Luigi Oste, conosciuto come Gino, incontrava qualche volta l’uomo che ha freddato domenica scorsa, alle nove di sera, con un colpo di pistola alla tempia. Un delitto che ha scosso chi vive a Barriera di Milano, e che da giorni si interrogava su chi fosse l’assassino di Massimo.
Nessuno aveva collegato il fatto che potesse essere lui il sessantaduenne pregiudicato sospettato di essere lo stalker di Patrizia. Gino era uno dei pochi che non aveva mai fatto un commento né un’ipotesi sulla morte di Massimo Melis.
Nessuno immaginava che avesse iniziato a fare la corte a Patrizia. La ragazza aveva chiesto aiuto a Massimo, suo vecchio fidanzato e amico di sempre, perché le stesse vicino e la proteggesse da quell’uomo che la infastidiva. Massimo aveva detto sì e ha pagato con la vita.
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