I conti della Regione Piemonte sono in ordine

La sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ha parificato il rendiconto generale 2021 della Regione Piemonte. Le entrate complessive sono state accertate in 14,5 miliardi di euro e le spese in oltre 14,3 miliardi, di cui circa 11,6 di spese correnti e oltre 500 milioni di spese in conto capitale, al quale occorre aggiungere il Fondo pluriennale vincolato per circa 702, 7 milioni. L’incidenza delle spese a fondo perduto sulle spese complessive è circa il 3,6%.

Secondo la Corte è apprezzabile che nel 2021, pur nelle difficoltà del momento, la Regione Piemonte abbia proseguito la linea di rigore intrapresa nei precedenti esercizi, migliorando ancora il proprio disavanzo e proseguendo quel trend avviato negli anni precedenti. Nel 2021 il disavanzo si è attestato su 5.581.116.303,91 euro, mantenendo un trend annuo di riduzione per più di 322 milioni a fronte di un disavanzo registrato nel 2020 di 5.903.368.303,91 euro. I giudici ritengono comunque necessario invertire la tendenza e indirizzare l’indebitamento non a spese correnti ma a spese di investimento, le uniche in grado di assicurare prospettive di sviluppo e di occupazione durevoli nei relativi territori

All’udienza erano presenti il presidente e gli assessori regionali. Al termine il presidente ha espresso profonda soddisfazione perché il giudizio di parifica della Corte dei Conti è arrivato senza accezioni, ovvero che, come prevede la legge, la Corte ha certificato la correttezza delle spese della Regione e anche degli equilibri di bilancio. Ma soprattutto ha certificato in tre anni i debiti del passato sono stati ridotti di un miliardo di euro, da 9,6 a 8,6. Un risultato raggiunto senza aumentare di un euro le tasse dei piemontesi, seppure con grandissimi sacrifici. Anche sull’indebitamento complessivo della Regione sono stati recuperati in questi tre anni più di 800 milioni di euro. Quindi, come certifica la Corte dei Conti, tutto avviene nella prosecuzione di un rigore nella gestione dei soldi pubblici che è fondamentale, perché sono i soldi dei cittadini piemontesi, che vanno gestiti onestamente e con grande correttezza contabile.

Il presidente e l’assessore al Bilancio hanno poi rilevato che è stato raggiunto l’equilibrio delle spese sanitarie senza l’intervento dello Stato, perché sui 615 milioni che sono il costo del Covid ne sono arrivati 315 dallo Stato e per il resto è stato dato fondo a un tesoretto della Sanità e sono stati usati i fondi europei, ed è stata mantenuta la tempestività dei pagamenti, tema importante perché impatta sulla società civile causando un problema reale per i cittadini.

La Regione, ha concluso il presidente, farà tesoro delle riflessioni della Corte dei Conti e garantisce la volontà di continuare in questa linea del rigore per ridurre la “cambiale” che i piemontesi sono costretti a pagare, frutto di una gestione passata che l’attuale Giunta non condivide perché contrarre debiti da far pagare alle generazioni future non è una scelta saggia né buona. La volontà è di liberare al più presto il territorio da quest’onere, affinché ogni risorsa possa essere concentrata sugli investimenti per far crescere in modo sano il Piemonte.

Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore alla Sanità, che ha ringraziato la struttura dirigenziale e contabile dell’Assessorato per lo straordinario lavoro compiuto in questi due anni di emergenza sanitaria sul fronte della complessa gestione economica e finanziaria della Sanità regionale. I conti sono stati mantenuti in equilibrio e tutte leaAziende sanitarie regionali stanno rispettando i tempi di pagamento, in linea con la Direttiva europea. Nello specifico, l’assessore ha rendicontato sullo stato di attuazione del Pnrr sanitario (524 milioni già resi disponibili alle aziende sanitarie), sugli investimenti per l’edilizia sanitaria (in programma la costruzione di sei nuovi ospedali), sulla situazione delle nuove Città della Salute di Torino e Novara e dell’ospedale Valle Belbo e sull’avanzamento del Piano Arcuri.

Antonio Nesci

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