Categories: Economia e Finanza

Quanto conta il benessere dei dipendenti? Abbastanza da influenzare anche il business

Le teorie per aumentare la produttività economica delle imprese sono sempre state diverse e molteplici, così come le iniziative intraprese e non sempre riuscite.

C’è chi estende la propria linea di produzione, chi incrementa gli investimenti nel marketing e nella comunicazione, chi amplia la compagine commerciale e c’è purtroppo chi licenzia per tagliare costi da ricollocare altrove.

Poi ci sono le aziende lungimiranti, quelle che hanno ben chiaro come l’unico modo per garantire un livello produttivo alto è innanzitutto quello di assicurare il benessere di coloro che lo rendono possibile: i dipendenti.

Sono sempre di più le società che tengono alla felicità nelle proprie aziende, soprattutto dei propri collaboratori, occupandosi non solo di elargire la classica busta paga a fine mese, ma prendendosi letteralmente cura del loro benessere fisico e mentale.

Ne è un esempio ING Italia, che anche quest’anno si è aggiudicata la certificazione “Top Employer“.

Una società leader nel settore bancario che sa anche essere punto di riferimento in termini di welfare per i propri collaboratori.

Oltre alle “classiche” opportunità di carriera legate strettamente al lavoro, quale acquisizione di competenze tecniche e soft, formazione personalizzata e crescita costante, le iniziative che più colpiscono sono proprio quelle ludiche e di supporto alla vita privata.

La conciliazione lavoro-vita personale e il benessere negli ambienti d’ufficio sono fondamentali per la serenità di un lavoratore che, se gratificato, riuscirà a produrre di più, innescando un circolo virtuoso in grado di giovare all’intero business aziendale.

Ma quali sono le iniziative che ING Italia ha messo in campo per i suoi collaboratori?

Innanzitutto quelle di natura assistenziale, sia sanitaria che familiare, rivolte alla copertura di spese scolastiche o di trasporti, ma anche spese ricreative, come cinema e teatri, e ancora incentivazione alla previdenza integrativa con lo stanziamento di contributi aggiuntivi.

Anche lo smart working ha il suo peso nelle politiche pro dipendenti, rendendolo disponibile per i lavoratori che ne abbiano più necessità. Senza trascurare neanche chi invece rimane vincolato a sede e orario di lavoro, con apposite premialità.

Nel corso dell’anno poi, vengono anche organizzate sessioni di yoga e mindfulness o giornate evento in cui si alternano incontri con osteopati, massaggiatori, nutrizionisti per fornire utili conoscenze ai dipendenti sulla migliore postura o alimentazione da adottare in ufficio. Anche la diversità è un aspetto da non trascurare, infine, nella valorizzazione delle risorse umane. La Diversity Week, ad esempio, è stata per ING una best practice sperimentata per la prima volta in Italia e diffusa poi in tutti i Paesi del gruppo olandese.

Antonio Nesci

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