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Mondiali 2030, rivoluzione UEFA: qualificazioni più “morbide” per l’Italia

La UEFA cambia il sistema di qualificazione ai Mondiali 2030 e per l’Italia potrebbe aprirsi finalmente una strada meno complicata verso la Coppa del Mondo. Dopo tre mancate qualificazioni consecutive, gli azzurri guardano con attenzione alla nuova formula studiata dall’organismo europeo in vista del torneo che si giocherà tra Spagna, Marocco e Portogallo.

L’obiettivo della riforma sarebbe quello di proteggere maggiormente le Nazionali con ranking FIFA più alto, evitando che una singola sconfitta possa compromettere un intero percorso di qualificazione. Una novità che potrebbe favorire proprio l’Italia, reduce da anni difficili sul piano internazionale.

Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, il nuovo format prevedrebbe gironi “allargati”, con due squadre per ciascuna delle sei fasce del ranking FIFA. Le prime quattro classificate di ogni gruppo conquisterebbero direttamente il pass per il Mondiale, mentre le quinte e la migliore sesta si giocherebbero gli ultimi posti disponibili attraverso playoff incrociati.

Resta ancora da capire il numero definitivo delle squadre partecipanti alla fase finale del torneo. Si parla infatti di un’edizione “extra-large”, che potrebbe arrivare addirittura a 60 o 64 Nazionali.

Per gli azzurri gli scenari possibili sarebbero molto diversi tra loro. Nel caso peggiore, l’Italia potrebbe ritrovarsi in un girone complicatissimo insieme a Francia, Germania, Norvegia, Serbia, Polonia e Islanda.

Nello scenario più favorevole, invece, il cammino sarebbe decisamente più accessibile contro Belgio, Danimarca, Galles, Grecia, Macedonia del Nord e Kosovo.

La UEFA punta dunque a rivoluzionare il calcio europeo delle Nazionali, con un sistema pensato per aumentare equilibrio, spettacolo e possibilità di qualificazione delle grandi selezioni storiche. Per l’Italia potrebbe essere l’occasione giusta per tornare finalmente protagonista ai Mondiali dopo un’assenza che dura ormai dal 2014.

Antonio Nesci

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