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Il runner può avere un ottimo rapporto con la bici

Grazie all’alternanza tra corsa e ciclismo il runner può ottenere benefici importanti. La due ruote infatti è un’ottima alternativa al running. La bicicletta è un ottimo strumento per allenarsi. Aiuta molto anche se si deve recuperare da un infortunio o va fatta riabilitazione a seguito di un intervento ricostruttivo.

Naturalmente ci sono differenze importanti tra le due attività. La bici non è impegnativa, sul piano aerobico, come la corsa. Ma basta cambiare i rapporti o il percorso con salite anche impegnative per compensare aerobicamente.

Avvalendosi del cardiofrequenzimetro si può individuare la resistenza/frequenza idonea per portare le pulsazioni tra i 135 ed i 145 bpm. In questo modo si simula la seduta di fondo lento con un buon impegno aerobico. Si può inoltre aumentare il rapporto da spingere, ma bisogna essere attenti in quanto l’impegno muscolare è piuttosto differente tra la bici e la corsa e si rischia di trovarsi molto presto con le gambe svuotate e senza forza.

La corsa logora le articolazioni ed impiega le fibre muscolari che vanno rigenerate. Insieme agli esercizi per il potenziamento si può integrare con la bicicletta. Ciò è valido sia per la bici da strada sia per la mountain bike. Se si usa la seconda, la resistenza offerta dal battistrada più largo e gli eventuali percorsi sterrati aiuteranno da subito a mantenere un impegno aerobico maggiore a parità di pendenza.

Nel caso in cui si utilizzi la bicicletta durante la fase riabilitativa sarebbe bene aumentare in modo progressivo e non repentino, i rapporti e le eventuali salite, sviluppando così un adattamento aerobico e muscolare. Quando le giornate si fanno calde la bici può “soccorrere” il runner che non vuole perdere la seduta di allenamento.

Antonio Nesci

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