Torino e Piemonte nel mirino delle truffe estive: l’allarme di Claudio Pasqua. “Mai dire sui social che siete in vacanza”

Con l’arrivo dell’estate migliaia di piemontesi stanno preparando le valigie. C’è chi raggiungerà le spiagge della Liguria, chi aprirà la seconda casa a Bardonecchia o Cesana Torinese e chi, invece, volerà verso mete estere come l’Albania, sempre più scelta anche dai torinesi. Ma proprio il periodo delle ferie rappresenta uno dei momenti più delicati dell’anno per la sicurezza delle famiglie. Case vuote, social network pieni di fotografie delle vacanze e un crescente numero di truffe informatiche stanno infatti creando un mix particolarmente favorevole alla criminalità.

A lanciare l’allarme è Claudio Pasqua, direttore di Torino.Plus ed esperto di sicurezza informatica, che da anni collabora con amministrazioni comunali e forze dell’ordine piemontesi per promuovere la cultura della prevenzione. Il suo messaggio ai cittadini di Torino e del Piemonte è chiaro: «La prudenza oggi non basta più davanti alla porta di casa. Bisogna proteggere anche la propria identità digitale».

Torino si svuota, aumenta il rischio per le abitazioni

Ogni estate il capoluogo piemontese cambia volto. Le strade si alleggeriscono dal traffico, molti negozi chiudono per ferie e migliaia di famiglie lasciano la città per qualche settimana.

Una situazione che, secondo Pasqua, viene osservata con attenzione anche da chi è alla ricerca di abitazioni temporaneamente incustodite.

Se un tempo il rischio principale era rappresentato dai furti negli appartamenti, oggi il problema è molto più ampio. I criminali sfruttano Internet, i social network e le banche dati rubate per raccogliere informazioni sulle vittime, individuare i periodi di assenza e costruire truffe sempre più convincenti.

Il primo errore? Annunciare la vacanza su Facebook e Instagram

Una fotografia in spiaggia, un selfie davanti a un monumento o una storia pubblicata in aeroporto possono sembrare gesti innocui. In realtà rappresentano un’informazione preziosa per chi controlla i social alla ricerca di abitazioni vuote.

«Mai comunicare pubblicamente che si è partiti», raccomanda Pasqua. «Le fotografie delle vacanze possono essere condivise tranquillamente al ritorno».

Molti profili social, infatti, consentono facilmente di risalire all’identità dell’utente, alla zona in cui vive e persino alle sue abitudini quotidiane.

Gli incontri in Piemonte per insegnare a difendersi

Negli ultimi anni Claudio Pasqua ha partecipato a numerosi incontri organizzati in diversi Comuni del Piemonte insieme ai Carabinieri e ad altri rappresentanti delle istituzioni.

Particolarmente significativa è stata l’esperienza maturata in Val di Susa, dove gli incontri pubblici hanno coinvolto cittadini, amministratori locali e operatori delle forze dell’ordine con l’obiettivo di spiegare come riconoscere le principali truffe digitali.

Il fenomeno, infatti, è in continua crescita e riguarda ormai tutte le fasce d’età.

“Hanno provato a truffare anche me”

A dimostrazione di quanto siano sofisticati i nuovi raggiri, Pasqua racconta di essere stato recentemente bersaglio di un tentativo di frode ai danni della propria carta di credito.

La banca ha rilevato movimenti anomali e ha bloccato preventivamente la carta, evitando conseguenze economiche.

Ogni settimana, racconta, riceve decine di email, SMS e telefonate fraudolente che simulano comunicazioni provenienti da banche, corrieri, compagnie telefoniche, assicurazioni o enti pubblici.

Il caso Booking: una truffa quasi perfetta

Tra gli episodi più insidiosi figura quello relativo a un falso messaggio apparentemente inviato da Booking.

La comunicazione riportava correttamente il periodo della prenotazione, le date del soggiorno e persino il costo della vacanza. Veniva però richiesto di inserire nuovamente i dati della carta di credito perché il pagamento risultava non completato.

Era una truffa costruita utilizzando informazioni autentiche sottratte durante una violazione informatica.

«Mai cliccare direttamente sui link contenuti negli SMS o nelle email», sottolinea Pasqua. «In caso di dubbio bisogna accedere al sito ufficiale oppure telefonare direttamente all’azienda utilizzando i recapiti ufficiali.»

La fretta è l’arma più potente dei truffatori

Conti correnti bloccati, pacchi in giacenza, bollette da pagare immediatamente, premi assicurativi in scadenza.

Quasi tutte le truffe hanno un elemento in comune: l’urgenza.

L’obiettivo dei criminali è impedire alla vittima di ragionare con lucidità.

Per questo Pasqua ripete sempre lo stesso consiglio durante gli incontri pubblici: «Fermatevi. Aspettate mezz’ora. Chiamate la banca o l’ente interessato prima di fare qualsiasi operazione».

Dalle false telefonate ai contratti non richiesti

In Piemonte continuano inoltre a moltiplicarsi le segnalazioni relative alle telefonate commerciali aggressive.

Molti operatori si presentano come incaricati del proprio gestore di energia o della compagnia telefonica e, attraverso domande apparentemente innocue, ottengono registrazioni vocali che vengono successivamente utilizzate per attivare nuovi contratti.

Anche in questi casi la regola è semplice: non fornire dati personali e chiedere sempre documentazione scritta.

L’intelligenza artificiale rende i raggiri sempre più credibili

Le nuove tecnologie stanno cambiando profondamente il volto della criminalità informatica.

Grazie all’intelligenza artificiale è ormai possibile creare email praticamente identiche a quelle ufficiali, imitare le voci delle persone e raccogliere in pochi minuti tutte le informazioni pubbliche presenti online.

Ecco perché diventa fondamentale limitare la quantità di dati personali condivisi sui social network.

Crescono anche le truffe sentimentali

Tra i fenomeni più preoccupanti figurano anche le cosiddette romance scam.

I truffatori instaurano rapporti di fiducia attraverso Internet, costruiscono relazioni che possono durare mesi e soltanto successivamente chiedono denaro per false emergenze.

In alcuni casi le vittime arrivano a perdere decine di migliaia di euro.

Il messaggio ai piemontesi: prevenire è possibile

Per chi si appresta a lasciare Torino e il Piemonte per le vacanze, Claudio Pasqua lancia un invito che vale più di qualsiasi sistema di allarme.

«La prima forma di difesa è il buon senso».

Non pubblicare la propria partenza sui social, non cliccare su link sospetti, verificare sempre le comunicazioni ricevute, utilizzare sistemi di autenticazione a due fattori e contattare direttamente banche o aziende in caso di dubbio sono comportamenti semplici che possono evitare danni economici anche molto gravi.

L’estate deve essere sinonimo di serenità. Perché oggi, oltre a chiudere bene porte e finestre prima di partire, è necessario imparare a chiudere anche le porte digitali attraverso cui, troppo spesso, entrano i truffatori.

Qui i consigli in formato pdf, scaricabili e leggibili!