Venezia 2026, Samantha Casella presenta «La Tenerezza del Serpente»: il viaggio nel subconscio arriva al Lido
Il cinema visionario di Samantha Casella arriva al Lido di Venezia con «La Tenerezza del Serpente», terzo e conclusivo capitolo della Trilogia del Subconscio. La regista e attrice italiana ha presentato l’opera l’8 settembre all’Hotel Excelsior, nella sala Tropicana, con una proiezione aperta al pubblico.
Dopo il successo internazionale di «Katabasis», lungometraggio del 2024 capace di ottenere oltre 600 riconoscimenti internazionali, Casella torna a confrontarsi con una narrazione fortemente simbolica, sospesa tra mito, psicologia e dimensioni temporali.
«La Tenerezza del Serpente» affonda le proprie radici nella cosmologia orfica e nel mito di Ananke, la dea della Necessità che governa l’Universo. Al centro della storia c’è Sofia, interpretata dalla stessa Casella, una donna combattuta tra il peso del destino, il senso di colpa e un universo primordiale che sembra averla scelta.
A dominare l’immaginario del film è anche il simbolo dell’Uroboro, il serpente che si morde la coda e rappresenta la natura ciclica del tempo. Una simbologia che diventa parte integrante della costruzione emotiva e psicologica della protagonista.
«La Tenerezza del Serpente attraversa epoche, spazi temporali, forse vere e proprie dimensioni», spiega Samantha Casella. Sofia vive costantemente in bilico tra la realtà, con le sue debolezze e i suoi sentimenti, e una dimensione ancestrale e oscura dalla quale sembra essere stata “toccata”.
Nel cast, accanto a Samantha Casella, figurano Bruno Ballotta, noto per «The Equalizer 3» e per la serie «Those About to Die», Francesca Rettondini e Laura Trotter.
Il film chiude il percorso iniziato con «Santa Guerra» e proseguito con «Katabasis». Una trilogia costruita attorno al trauma, alla ferita dell’anima e alla circolarità del tempo, attraverso una narrazione non lineare, immagini archetipiche e riferimenti culturali che spaziano da Holbein a Dostoevskij.
Per Casella, però, il simbolismo non è mai fine a se stesso. È piuttosto un ponte verso qualcosa di profondamente umano.
«Io credo che tutte le storie portino in grembo la stessa identica storia. Cambiano i luoghi, i tempi, le forme, ma le gioie, i dolori e tutto ciò che accende il cuore degli esseri umani raccontano sempre la stessa cosa», afferma la regista.
La particolarità dell’opera sta anche nella duplice responsabilità assunta dalla Casella, contemporaneamente regista e interprete della protagonista, oltre a occuparsi personalmente della fotografia. Una scelta che, ammette, ha richiesto grande energia e concentrazione, ma che ha permesso di mantenere un controllo totale sulla visione cinematografica.
«I miei film nascono da una mia urgenza profonda e, in un modo o nell’altro, assorbono ogni parte di me», racconta.
Dal 9 settembre, «La Tenerezza del Serpente» sarà inoltre distribuito online attraverso la scansione di un QR code pubblicato dal magazine The Hollywood Reporter, portando il progetto oltre il contesto veneziano e aprendolo a un pubblico internazionale.
«Da un lato celebriamo il film nel tempio del cinema, dall’altro lo offriamo direttamente a un pubblico internazionale, senza barriere», sottolinea Casella.
Con «La Tenerezza del Serpente», Samantha Casella chiude così la sua Trilogia del Subconscio trasformando ancora una volta il cinema in un viaggio tra memoria, trauma, destino e mistero, dove il confine tra realtà e dimensione simbolica diventa sempre più sottile.
