Gli Stomp Collision e il loro rock senza compromessi
Gli Stomp Collision, con “Blind Insight”, esplorano l’intuito come unica guida nell’incertezza della vita. Il disco alterna caos e chiarezza, rassegnazione e coraggio, offrendo un’esperienza sonora intensa e coinvolgente.
Tra le tracce spicca “Need a Sign”, che incarna il bisogno di una guida in un contesto di confusione. La band rifugge il conformismo, creando un sound autentico e personale, influenzato dalla scena musicale torinese in fermento.
I Queens of the Stone Age sono il loro riferimento principale, e dopo il successo del release party a Torino, gli Stomp Collision si preparano a portare “Blind Insight” live. Seguirli sarà un viaggio tra intuizione e scoperta.
Il vostro album “Blind Insight” si basa sull’intuito come guida nell’incertezza della vita. Come si è sviluppata questa idea e in che modo avete cercato di tradurla in musica?
L’idea è nata attraverso una lettura di quello che a primo impatto è un momento personale di spaesamento che si scopre essere estremamente comune nella nostra generazione. L’unico modo per superarlo è confidare nell’unica cosa certa che possediamo, ovvero l’intuito. Ed è così che attraverso sonorità a tratti caotiche e confuse è possibile essere guidati per tutto l’album.
Descrivete il vostro disco come un viaggio tra rassegnazione e coraggio, tra il desiderio di viaggiare e la tentazione dell’isolamento. Come avete costruito questo equilibrio tra opposti?
Alcuni brani tendono verso un opposto, altri verso l’altro: ogni canzone racconta un momento a volte più ottimista e altri pessimista. Non abbiamo trovato un vero e proprio equilibrio, ma alla fine è proprio questo il filo conduttore.
C’è un brano che ritenete particolarmente rappresentativo del concept del disco? Se sì, quale e perché?
Di getto diremmo Need a Sign, un brano dalla ritmicità interessante nel quale ci si scopre parte di una collettività confusa e persa alla ricerca di una guida, o un segno, che possa schiarire i nostri tormenti.
L’album affronta anche il tema del conformismo e della ribellione contro le imposizioni sociali e culturali. Come si riflette questo nella vostra musica e nei vostri testi?
Questo tema esce dal nostro modo di vedere la musica, non cerchiamo di conformarci e di cadere nei trend più commerciali. Semplicemente lasciamo che le nostre diverse personalità fuoriescano liberamente e che unite insieme vadano a formare un nostro linguaggio musicale, non è un cercare di fare gli alternativi, ma è in maniera più pura il mostrarci per quello che siamo.
Torino è la vostra città: quanto ha influenzato il vostro percorso musicale e in che modo la scena musicale torinese si riflette nel vostro sound?
Torino è una città che si sta risvegliando. Dalla fine della pandemia stiamo assistendo alla nascita di molti progetti nuovi, con fame e voglia di fare. Questa energia ha contagiato anche noi e ci ha fornito la giusta spinta per sperimentare sound e soluzioni alternative che hanno portato a “Blind Insight”
Se poteste aprire il live di un artista famoso, chi scegliereste e perché?
Per affinità e gusti personali ognuno di noi morirebbe felice se avessimo la possibilità di aprire un concerto dei Queens of the Stone Age, sono la band che ha maggiormente ispirato il nostro sound. La strada è ancora molto lunga, ma mai dire mai!
Quali sono i vostri prossimi impegni live?
Abbiamo appena concluso il release party del nostro album a Torino, e a breve comunicheremo le date definitive della stagione primavera / estate sui nostri social. Il consiglio, ovviamente, è quello di seguirci per rimanere aggiornati.
