Altre forme di vita al Salone Internazionale del Libro

La nuova edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, giunto alla sua 33esima edizione, avrà come tema Altre forme di vita. Si tratta di un’esortazione a fantasticare sulla fisionomia umana negli anni a venire, a un decennio dai traguardi fissati dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Come attraversare il presente e raggiungere il futuro? La crisi climatica, la sostenibilità, la tutela della biodiversità, l’innovazione tecnologica, i nuovi modelli sociali, economici e politici necessari a vivere degnamente il XXI secolo si intrecceranno con letteratura, cinema, teatro, con la grande arte di raccontare storie. Se non provano i libri a immaginare il futuro e a narrare le mutazioni, chi può farlo?

Da giovedì 14 a lunedì 18 maggio 2020, per cinque giorni, ci saranno eventi, letture e incontri legati al mondo del libro, dell’editoria, della cultura e dell’arte. Per il manifesto della 33esima edizione è stata scelta un’opera di Mara Cerri, tra le illustratrici italiane più promettenti. In mostra, nell’area dedicata alle nuove generazioni, i lavori preparatori e i bozzetti dell’immagine che, in una metamorfosi di elementi umani, vegetali e animali, intreccia natura e cultura, esprimendo il tema del Salone del Libro 2020. Nella figura, nuova e antica insieme, delicata ma anche potente, si ritrova l’iguana di Anna Maria Ortese, ma anche il Tarkovskij di Stalker.

Tra gli ospiti annunciati ci sono Salman Rushdie, scrittore nato a Bombay nel 1947 e rivelatosi al mondo con il bestseller I figli della mezzanotte (Mondadori) del 1981 e I versi satanici, editi in Italia sempre da Mondadori, storia fantastica ma ritenuta blasfema tanto da costargli, nel 1989, una fatwa dell’ayatollah Khomeini; Annie Ernaux, una una delle voci più autorevoli del panorama culturale francese e autrice di Gli anni, vincitore del Premio Strega Europeo 2016, Una donna, Memoria di ragazza e Il posto, e l’ultimo L’evento, tutti editi in Italia da L’orma editore. Arriverà al Salone torinese anche Edna O’Brien, una delle più importanti autrici viventi. La sua prosa elegante e godibile è capace di sondare senza retorica le vertigini della passione amorosa e di quella politica. Membro onorario dell’American Academy of Arts and Letters, ha scritto romanzi, saggi, testi teatrali e raccolte di racconti. Per Einaudi ha pubblicato Oggetto d’amore (2016), antologia dei suoi migliori racconti, Tante piccole sedie rosse (2017 e 2018), Un feroce dicembre (2018 e 2019) e Uno splendido isolamento (2019). E poi ci sarà Gabrielle Filteau-Chiba che dalla sua casa alimentata a energia solare sulla riva del fiume Kamouraska, in Québec, scrive, traduce e difende la bellezza naturale della sua regione adottiva. E ancora l’economista Thomas Piketty, autore di testi caposaldo della riflessione contemporanea in cui si analizzano le dinamiche che guidano l’accumulo e la distribuzione della ricchezza. E ancora in programma i concerti dell’Orchestra Scarlatti Junior, di Pat Metheny (all’Auditorium Gianni Agnelli giovedì 14 maggio) e di Francesco Bianconi che presenta il suo primo album da solista.

Nel 2020 ci saranno due focus internazionali su Irlanda e Canada, Paesi caratterizzati da una capacità di innovazione costante, grandi laboratori culturali con una tradizione fondamentale. Grazie alla collaborazione con l’Ambasciata del Canada, la Delegazione del Québec a Roma e il Canada Council for the Arts, sarà possibile approfondire al Salone la cultura e la letteratura canadese, attraverso la viva voce dei suoi protagonisti, e scoprire un ricco e vivace Paese che si distingue per la sua modernità intelligente. Con Literature Ireland, agenzia nazionale per la promozione della cultura irlandese nel mondo, e Ambasciata d’Irlanda, il Salone porterà a Torino scrittori e scrittrici dall’Isola di Smeraldo, patria di nomi tutelari della letteratura come Oscar Wilde, James Joyce e Samuel Beckett, tuttora culla di talenti artistici straordinari come Edna O’Brien, originaria di Tuamgraney, villaggio nella contea orientale di Clare, romanziera, drammaturga e poetessa
famosa in tutto il mondo.

La Campania, regione che alla cultura riserva un posto d’onore, sarà ospite del Salone Internazionale del Libro nel 2020, straordinario risultato di un quinquennio di politica culturale regionale che si è proposta, in nome dell’inclusione, del rispetto della totalità della propria ricchezza artistica e del lavoro per i giovani, di fare della cultura il collante fondamentale e il volano insostituibile per la valorizzazione e la promozione del proprio territorio. Proprio in Campania è conservata una delle più importanti raccolte archivistiche, testimonianza concreta dell’interesse antico verso la “cultura del libro”, che in continuità con il passato fa oggi di quel territorio una fucina di idee in continua evoluzione: case editrici dalla tradizione decennale e aziende emergenti dal taglio giovane e dinamico alimentano un mondo tutto da scoprire. Tra le tante iniziative spicca NapoliCittàLibro, con cui la regione intende promuovere, incentivare e sviluppare la lettura non solo in Campania, ma in tutto il Sud Italia. Nei giorni della fiera il Salone ospiterà lo stand dedicato, ricco di incontri per approfondire autori e temi cari a una regione dalla tradizione culturale antica e ricchissima.

All’interno del Salone quest’anno sorgerà un vero e proprio bosco realizzato in piena sostenibilità con alberi, cespugli, manti erbosi. È il Bosco degli scrittori, progetto di Aboca Edizioni in collaborazione con il Salone del Libro: uno spazio pensato per immergersi nella natura e partecipare a incontri, letture, presentazioni, dibattiti sui temi dell’ecologia e della letteratura. Inoltre, il Salone siederà al tavolo tecnico di Francoforte2023, anno in cui l’Italia sarà il Paese ospite alla Fiera di Francoforte.