Decreto disabilità 30 giugno 2024: novità e parametri di definizione

anziani casa riposo - ph regione piemonte

Il nuovo decreto disabilità pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, ha apportato alcuni aggiornamenti in merito alle condizioni di disabilità e alla loro definizione, comprendendo anche il riordino di tutte le disposizioni pregresse in merito alla materia di specie e i nuovi approcci di riconoscimento e di valutazione.

Tale decreto è entrato ufficialmente in vigore il 30 giugno 2024 e mira a rendere il riconoscimento della condizione di disabilità più semplice e personalizzato, agevolando così non solo le famiglie ma anche gli operatori del settore i quali, conformandosi con le nuove regole, saranno in grado di fornire un servizio ancor più specifico ai cittadini.

Un’altra delle prerogative fondamentali di suddetto decreto è quella di permettere a tutti gli interessati di poter avere il pieno potere d’esercizio dei propri diritti civili e sociali nei vari contesti della vita usufruendo dei sostegni idonei alla loro condizione.

In questo quadro di modifiche, le città italiane più densamente popolate come Milano -ma anche le realtà minori- si sono già adoperate per rendere concreto questo decreto e per fare in modo che i servizi assistenziali siano sempre mirati e specifici in base alla necessità della persona dando valore alle esigenze specifiche e individuali. Per questo l’assistenza anziani e malati a Milano oggi è considerata come una delle attività assistenziali personalizzate di qualità elevata in grado di fornire, con personale competente e adeguatamente aggiornato, il miglior percorso di sostegno anche in base alle nuove regole vigenti.

Vediamo insieme le caratteristiche e le novità apportate dal nuovo decreto disabilità del 30/06/2024 e i suoi campi concreti di applicazione.

Le novità entrate in vigore con il decreto disabilità del 30/06/2024

È persona con disabilità chi presenta durature compromissioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali che, in interazione con barriere di diversa natura, possono ostacolare la piena ed effettiva partecipazione nei diversi contesti di vita su base di uguaglianza con gli altri, accertate all’esito della valutazione di base“.

In base a questa nuova definizione, la persona con disabilità riscontra delle effettive difficoltà nell’integrarsi socialmente, secondo il principio di uguaglianza, ai vari contesti di vita: per questo, il suddetto decreto afferma che i soggetti disabili riconosciuti hanno pieno diritto di ottenere assistenza, sostegno, e terapie adeguate che possano coadiuvarli nella gestione della malattia. I servizi concessi sono anche di tipo continuativo e globale in base alla percentuale di disabilità che è stata riconosciuta loro a seguito di un’attenta valutazione.

Tale distinzione riportata nel decreto disabilità del 2024 riprende i principi emanati dalla Convenzione ONU la quale si è espressa specificamente sulle condizioni di invalidità e di conseguenza sulla necessità di coadiuvare ogni individuo in questa condizione nel permettergli di avere accesso ai servizi di sostegno, di supporto e di cura assistenziale.

La tipologia di sostegno che può essere richiesta in base alla condizione di invalidità è:

  • lieve
  • media
  • intensiva

la quale viene stabilita in base ad una valutazione sul soggetto. Da quest’ultima dovranno emergere, a seconda della gravità della condizione, differenti stadi di disabilità che possono manifestare compromissioni singole o multiple delle proprie capacità le quali, a loro volta, compromettono parzialmente, o quasi totalmente, l’autonomia del soggetto.

Le nuove norme per la valutazione della disabilità

Per accedere all’iter di valutazione della disabilità è necessario inoltrare la domanda presso l’ufficio di competenza INPS, tramite il quale verrà effettuata una previa valutazione di base da parte del medico.

In seconda istanza l’INPS, attraverso un certificato medico introduttivo stilato a seguito della valutazione di base, solleciterà una valutazione più specifica e multidimensionale che prevede una multidisciplinarità di applicazione con più specialisti del settore avvalendosi anche del questionario Whodas, da effettuare in 90 giorni.

Il test Whodas prevede l’accertamento delle condizioni di salute del paziente e il rilevamento di tutte le complicazioni strutturali che lo ostacolano nell’autonomia e la valutazione viene effettuata in base agli standard internazionali ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health) e ICD (Classificazione internazionale delle malattie); questo test determina altresì le necessità della persona e l’intensità della tipologia di sostegno di cui avrà bisogno, con annesso certificato di disabilità.

Bisogna comunque ricordare che da tale procedimento vengono esclusi i soggetti di almeno 70 anni d’età e non autosufficienti; inoltre in casi particolarmente gravi viene riconosciuto anche un sostegno anticipato ancor prima che venga conclusa la procedura di valutazione mentre, per quanto concerne il peggioramento delle condizioni di disabilità del paziente, verrà predisposta una nuova valutazione quando lo si riterrà opportuno.

Come cambierà in virtù del decreto il linguaggio specialistico relativo alla disabilità

Il decreto disabilità del 30/06/2024 apporta delle modifiche etiche e di vocabolario, cambiando anche il linguaggio specialistico in riferimento alle malattie che costringono i soggetti ad una condizione di disabilità.

Ecco alcune modifiche:

  • sarà preferibile utilizzare le espressioni “condizione di disabilità” e “persona con disabilità” rispetto ad altre etichettature quali “handicap” o “handicappato”;
  • “disabile grave” sarà sostituito con “persona con necessità di sostegno elevato o intensivo”.

Il nuovo decreto disabilità entrato in vigore, inoltre, in merito alle valutazioni di sostegno cerca anche di soppesare la validità degli ausili in base alla capacità di risposta residua del paziente alle cure e all’efficacia delle terapie prescritte a quest’ultimo promuovendo delle cure assistenziali più specifiche, personalizzate e mirate.