Quali tasse paga un B&B a Torino e in Piemonte

Quante tasse deve pagare un Bed and Breakfast a Torino e in Piemonte. E quali tasse paga un B&B? Lo abbiamo chiesto ad Omar Cecchelani, autore della guida tematica Bed & Breakfast di Successo. Il quesito è piuttosto attuale visto che a Torino come in Piemonte sono tante le persone che decidendo di aprire una loro attività di B&B e vogliono sapere di più sugli aspetti fiscali.

Quali tasse paga un B&B: i proventi che derivano dalla gestione

B&B, case vacanza e affittacamere, sono piccole attività ricettive extra alberghiere. La legislazione regolatrice della gestione è su scala regionale, quindi nel caso specifico bisogna fare riferimento alle leggi regionali piemontesi. La maggioranza delle Regioni in Italia, non le considerano come attività d’impresa. Pertanto non è necessario aprire una partita IVA né tanto mento l’iscrizione presso la Camera di Commercio.

Ma è possibile scegliere di gestire l’attività come una vera e propria impresa, aprendo la relativa partiva Iva con tutti gli adempimenti burocratici e fiscali che ne derivano. La maggioranza apre in forma non imprenditoriale come esercizi di attività svolta in modo occasionale. In questo caso il proprietario deve essere in possesso di un’altra fonte di reddito: lavoro dipendente, altra attività professionale; l’affitto delle stanze deve essere occasionale e non massivo; l’offerta di servizi aggiuntivi deve essere minima o assente; tutti i servizi offerti al cliente come la pulizia, la colazione e il rifacimento delle stanze, devono essere eseguiti dal proprietario o da componenti familiari; l’immobile usato per l’attività di B&B deve avere come destinazione principale la soddisfazione delle esigenze abitative del proprietario e del suo nucleo familiare. Si possono usare al massimo tre stanze per ospitare i clienti, con un totale di sei posti letto, un minimo di 45 giorni di apertura continuativa e un massimo di 270 giorni di apertura in un anno.

Se, invece, trattasi di Bed & Breakfast professionale (affittacamere), l’attività è svolta in maniera abituale con elevato ricambio di ospiti; il titolare non deve avere altre attività lavorative prevalenti. C’è la possibilità di offrire un’ampia scelta di servizi aggiuntivi come attrezzature sportive, biglietti omaggio per altre attività, noleggio autovetture, noleggio biciclette, affiliazione con altre attività. Inoltre il titolare può affidarsi a tutti i collaboratori che ritiene necessari. Possono essere fatti investimenti per la pubblicità dell’attività usando qualsiasi mezzo possibile come giornali, riviste, internet. L’immobile deve essere destinato quasi esclusivamente all’attività e alle esigenze abitative degli ospiti. Il B&B professionale deve rispettare altri requisiti come una capacità massima di 6 camere e fino a 12 posti letto. In più l’ubicazione deve essere al massimo in due appartamenti facenti parte dello stesso immobile.

Queste sono soltanto le caratteristiche che deve avere una struttura B&B per essere considerata occasionale o professionale. “Il confine tra attività occasionale e lavoro professionale è spesso molto sottile” sottolinea Omar Cecchelani.

Quali tasse paga un B&B occasionale senza partita Iva

I proventi derivanti dalla gestione dall’attività commerciale sono classificati come redditi diversi. Il valore è dato dalla differenza tra i proventi maturati al netto delle spese di gestione documentate. Il gestore deve avere una piccola organizzazione contabile per documentare tutti gli introiti e le spese relative alla gestione del B&B.

Vanno rilasciate le ricevute degli incassi e conservata una coppia della documentazione. Con la stessa cura bisogna conservare tutta le ricevute che riguardano le spese inerenti all’attività: generi alimentari, eventuali canoni d’affitto, opere di manutenzione, pulizia.

“La gestione di un bed and breakfast a livello adempimenti da rispettare non è affatto complicata, anzi le leggi sono molto snelle e semplici” si legge su bedandbreakfastdisuccesso.it. “È solo indispensabile avere un minimo di organizzazione e conservare la poca documentazione necessaria come le quietanze dei singoli corrispettivi incassati. È bene ricordare che ogni quietanza deve essere numerata progressivamente, avere la data di emissione, il numero di giorni di permanenza, il codice fiscale dell’ospite e la cifra del corrispettivo incassato”.

“È inoltre obbligatorio applicare una marca da bollo da 2€ per importi superiori ai 77€. In alcuni comuni è necessario addebitare al turista anche una tassa di soggiorno che dovrà essere indicata nella ricevuta”. “Con la stessa cura è necessario tenere anche tutta la documentazione relativa alle spese sostenute inerenti l’attività (fatture e ricevute fiscali)”.

L’attività dovrà essere svolta in maniera occasionale e non continuativa, altrimenti dovrà essere annoverata tra quelle di impresa con conseguente apertura della partita IVA. Sotto il profilo tributario i B&B occasionali sono tassati come redditi diversi. Vanno dichiarati solo i proventi percepiti. Ogni spesa considerata inerente l’attività si può dedurre, (nel quadro RL del mod. UNICO PF o nel quadro D del 730), dal totale dei proventi incassati.

Il contribuente deve anche redigere e conservare un prospetto riepilogativo che nel caso dovrà essere esibito all’amministrazione finanziaria. Tale documento deve riportare l’indicazione dell’ammontare lordo dei corrispettivi e delle spese inerenti l’attività, dalla cui differenza ottiene il reddito da dichiarare.

Quali tasse paga un B&B in forma di impresa

In questo caso gli adempimenti obbligatori sono: apertura partiva IVA; iscrizione alla Camera Commercio; emissione ricevuta fiscale o fattura se richiesta dal cliente; determinazione del reddito di impresa; apertura posizione INPS Gestione commercianti; tenuta contabilità; tassazione IRPEF, IRAP e addizionali regionali e comunali; corrispettivi soggetti al IVA del 10%; applicazione degli studi di settori.

L’INPS per le attività di B&B, affittacamere e case vacanza non prevede l’applicazione di un contributo fisso trimestrale, come disciplinato dall’art. 8 del D.L 97 del 29 marzo 1995. Le persone che esplicano l’attività di affittacamere di cui al nono comma dell’art. 6 della legge n. 217 del 17 maggio 1983, sono soggette a contribuzione previdenziale in rapporto al reddito effettivamente percepito se inferiore al livello minimo imponibile, determinato ai sensi dell’art. 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990 n. 233.

“Siamo di fronte ad una vera e propria impresa, il bed and breakfast professionale fornisce delle prestazioni alberghiere – rimarca Cecchelani – e ha la possibilità di non emettere fatture (tranne che il cliente non la richieda) ma solo ricevute fiscali o un semplice scontrino. Serve l’iscrizione alla Camera di Commercio e per forza di cose si deve far ricorso ad un commercialista e, probabilmente, anche assumere dei collaboratori”.

Il titolare può sfruttare una soluzione più semplice come il regime forfettario con una tassazione agevolata, pensato proprio per quelle attività economiche con ridotte dimensione come può essere un bed and breakfast. La tassazione di un B&B si riduce a due tipologie a seconda del tipo di attività svolta: redditi diversi, per bed and breakfast occasionali; regime forfettario o reddito di impresa per bed and breakfast professionali. La scelta tra le due tipologie dipende da come si pensa di lavorare e dagli obiettivi che si vogliono raggiungere. Chi vuole approfondire può leggere la guida su bedandbreakfastdisuccesso.it.