Pietro Della Valle, l’italiano che raccontò il caffè all’Europa e attraversò l’Oriente con la moglie imbalsamata

Un aristocratico romano, dodici anni di viaggi tra Turchia, Persia e India, una donna orientale amata fino a sfidare la morte e una passione per le civiltà lontane. La storia incredibile di un italiano del Seicento che anticipò il dialogo tra Occidente e Oriente.

C’è una storia italiana che sembra uscita dalle pagine di un romanzo d’avventura. È quella di Pietro Della Valle, aristocratico romano, viaggiatore, scrittore e appassionato conoscitore delle culture orientali, nato nel 1586 e morto nel 1652.

Un uomo che attraversò territori allora poco conosciuti dagli europei, raccontò usanze e tradizioni lontane, contribuì alla conoscenza del caffè in Occidente e visse una storia d’amore talmente particolare da lasciare increduli ancora oggi.

Il viaggio che cambiò la sua vita

Nel 1614, a 28 anni, Pietro Della Valle lasciò Venezia per intraprendere un viaggio in Oriente. Non si trattava di una semplice vacanza o di una spedizione commerciale: voleva conoscere il mondo, le sue religioni, le sue lingue e le sue civiltà.

Attraversò Costantinopoli, l’Egitto, la Palestina, la Siria, la Mesopotamia, la Persia e raggiunse anche l’India.

Il viaggio durò circa dodici anni. Durante questo periodo raccolse manoscritti, oggetti antichi, testimonianze e informazioni che avrebbero rappresentato un patrimonio prezioso per la conoscenza europea dell’Oriente.

Le sue esperienze furono affidate a una corrispondenza destinata all’amico Mario Schipano, poi pubblicata con il titolo Viaggi di Pietro Della Valle il Pellegrino.

Il caffè e la sua diffusione in Europa

Tra le curiosità più interessanti della sua esperienza c’è l’incontro con il caffè.

Durante la permanenza nell’Impero ottomano, Della Valle conobbe una bevanda che in quelle terre era già parte della vita quotidiana: il caffè.

Ne osservò il consumo, le modalità di preparazione e il ruolo sociale. Le sue lettere contribuirono a far conoscere questa consuetudine al pubblico europeo.

Non fu lui a introdurre materialmente il caffè in Italia, né può essergli attribuita da solo la sua diffusione. Tuttavia, rappresenta una delle testimonianze italiane più interessanti di quell’incontro con una bevanda destinata a conquistare l’Europa.

Sitti Maani, la donna che gli cambiò la vita

Ma è la sua storia sentimentale a rendere Pietro Della Valle un personaggio davvero indimenticabile.

A Baghdad conobbe Sitti Maani, una donna cristiana di origine assira, appartenente a una famiglia di tradizione orientale.

I due si innamorarono e si sposarono nel 1616. Lei non fu soltanto la moglie del viaggiatore: lo accompagnò nelle sue peregrinazioni e condivise con lui una parte importante di quell’esistenza fuori dagli schemi.

Sitti Maani morì nel 1621, durante il soggiorno in Persia.

A quel punto Della Valle prese una decisione incredibile: non volle separarsi definitivamente dalla donna amata. Fece imbalsamare il suo corpo e lo portò con sé durante il viaggio di ritorno verso l’Italia.

Per anni attraversò territori e mari con le spoglie della moglie, fino a riportarle a Roma, dove organizzò la sua sepoltura nella basilica di Santa Maria in Aracoeli.

Un episodio che ancora oggi colpisce per la sua intensità e per la sua eccezionalità.

Le mummie egizie e la passione per l’antichità

Della Valle non era soltanto un viaggiatore. Era anche un collezionista e un osservatore curioso.

Durante il soggiorno in Egitto si interessò ai monumenti antichi, visitò le piramidi e acquistò mummie che fece trasportare in Italia.

La sua passione per le civiltà del passato lo portò anche a interessarsi alle rovine di Persepoli, nell’attuale Iran.

Qui osservò le misteriose iscrizioni cuneiformi scolpite nella pietra. Fu tra i primi europei a descriverle, molto prima che gli studiosi riuscissero a decifrare quel sistema di scrittura.

Una seconda moglie e una famiglia

Dopo la morte di Sitti Maani, Pietro Della Valle si sposò nuovamente. La seconda moglie fu Mariam Tinatin di Ziba, una donna georgiana.

Anche questa scelta testimonia quanto profondamente il suo percorso personale fosse stato segnato dall’incontro con il mondo orientale.

La sua vita, infatti, non fu quella di un uomo che si limitava a osservare culture diverse dalla propria: le attraversò, le studiò e ne fece parte anche attraverso i legami familiari.

Un uomo fuori dal suo tempo

Pietro Della Valle morì a Roma il 21 aprile 1652.

A distanza di oltre quattro secoli, la sua figura merita di essere riscoperta. Fu un testimone di un’epoca nella quale viaggiare tra Europa e Asia significava affrontare pericoli, difficoltà linguistiche, differenze religiose e territori ancora poco conosciuti.

Raccontò il caffè, studiò le antiche civiltà persiane, raccolse manoscritti e documenti e contribuì a far conoscere agli europei un mondo che si trovava ben oltre i confini della loro esperienza quotidiana.

Ma, al di là delle sue imprese culturali, resta una vicenda profondamente umana: quella di un uomo che, dopo aver perso la donna amata in una terra lontana, decise di riportarla a casa attraversando mezzo mondo.

Una storia d’amore, di viaggio e di conoscenza che sembra appartenere alla letteratura, ma che è realmente entrata nella storia italiana.