Lione-Juve 1-0: dubbi sulla gestione tecnica e umana del gruppo da parte di Sarri

La Juve cade a Lione. L’1-0 è rimediabile ma servirà la rimonta allo Stadium nella gara di ritorno del 17 marzo. La Juve rimedia la quinta sconfitta in trasferta da dicembre. Iniziano a serpeggiare i dubbi sulla gestione tecnica e umana del gruppo da parte di Sarri.

Con l’Inter all’orizzonte, serve qualcosa in più di una magia di Ronaldo. La Juve si illude di avere vita facile, perché lo stesso Cristiano dopo 5’ sfiora il gol con un tiro cross. Ma è l’unica fiammata. Il Lione, modesto in campionato e con Garcia fischiato, ha avuto due mesi per preparare la partita. Ha potuto assistere alla sofferenza bianconera contro Lazio, Atalanta e Verona che l’hanno affrontata con la difesa a 3, la spinta sugli esterni e la densità sulla trequarti.

Per aiutare il Lione ci vuole comunque una situazione limite. Un colpo fortuito datogli da Alex Sandro con il tacchetto vicino alla tempia destra fa sanguinare De Ligt, che deve essere medicato a bordo campo, lasciando la squadra in 10. In quel frangente la squadra di Garcia spinge sulla sua sinistra, il fenomeno Aouar smania di mettersi in vetrina, ben sapendo che da due anni la Juve compra il miglior giocatore dell’avversario che l’ha eliminata dalla Champions. In effetti ci riesce bene, entrando facilmente in area e arrivando sul fondo per crossare. Al centro Tousart, già venduto per giugno all’Hertha Berlino, non deve fare molta fatica per segnare il gol del vantaggio.

La Juve accusa il colpo e rischia. Ronaldo si sbraccia, fa cenno a Cuadrado e Rabiot di tagliare per portar palla più vicino all’area. Il lusitano corre negli spogliatoi e poi richiama i compagni prima del ritorno in campo. L’ingresso di Ramsey e Higuain porta più uomini vicino all’area, ma Lopes non tocca mai palla. Le proteste finali, per il rigore che non c’è, sono giuste, ma la Juve è in crisi.